La coabitazione nella casa familiare dopo la separazione determina interruzione della stessa e conseguente impossibilità di richiedere il divorzio?

di Avv. Pasqualina Ianni

La prosecuzione o la ripresa della coabitazione dopo la separazione non costituiscono riconciliazione se non è stato ricostituito il complesso dei rapporti alla base del vincolo matrimoniale, sia quelli riguardanti l’aspetto materiale dell’unione sia quelli relativi alla comunione spirituale tra i coniugi.

Questo il principio affermato dalla Corte di Cassazione Civile, con la recente ordinanza del 13 aprile 2023 n. 9839.

Con la suddetta pronuncia la Suprema Corte, partendo dal presupposto che  la separazione giudiziale “può venir meno, secondo quanto dispone l’art.157 c.c., solo in virtù di una espressa dichiarazione dei coniugi o di un comportamento incompatibile con lo stato di separazione, vale a dire per effetto di una piena riconciliazione tra essi coniugi, con la ricostituzione del consorzio familiare attraverso la ripresa di relazioni reciproche oggettivamente rilevanti, che si siano concretizzate in un comportamento inequivoco (Cass.. 11636/2020)” ha osservato che:il ripristino della coabitazione può essere uno degli indici attraverso i quali valutare l’intervenuta riconciliazione, ma solo in quanto essa sia espressione di una effettiva ripresa della convivenza coniugale, che non è data dal mero fatto di dividere l’abitazione, ma dalla esistenza di un progetto di vita comune, attuato nella quotidianità e improntato alla solidarietà, alla reciproca collaborazione e alla assistenza morale e materiale “. 

La stessa ha pertanto concluso che la mera coabitazione non è sufficiente a provare la riconciliazione tra coniugi separati, essendo necessario il ripristino della comunione di vita e d’intenti, materiale e spirituale, che costituisce il fondamento del vincolo coniugale, con la conseguenza che “il coniuge che ha interesse a far accertare l’avvenuta riconciliazione, dopo la separazione, ha l’onere di fornire una prova piena e incontrovertibile della ricostituzione del consorzio familiare”.

Ne deriva che gli effetti della separazione non possono essere annullati dalla mera circostanza che uno dei coniugi non abbia rilasciato la casa familiare, di proprietà dell’altro, il quale a sua volta abbia tollerato tale situazione.

 

 

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