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Donazione operata dal defunto attraverso plurimi bonifici bancari: nullità per difetto di forma scritta ex art. 782 cod. civ.

Donazione operata dal defunto attraverso plurimi bonifici bancari: nullità per difetto di forma scritta ex art. 782 cod. civ.

L’art. 769 cod. civ. definisce la donazione come il contratto con cui, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra disponendo a favore di questa di un suo diritto. Elementi costitutivi della donazione sono quindi l’arricchimento del terzo con correlativo depauperamento del donante e lo spirito di liberalità, il cd. animus donandi, che connota il depauperamento del donante e l’arricchimento del donatario e che va ravvisato nella consapevolezza dell’uno di attribuire all’altro un vantaggio patrimoniale in assenza di qualsivoglia costrizione giuridica e morale (Cassazione civile sez. un., 15/03/2016, n. 5068).

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Profili di responsabilità nelle S.r.l.: la responsabilità dei Soci ai sensi dell’art. 2476, comma 8, c.c.

Profili di responsabilità nelle S.r.l.: la responsabilità dei Soci ai sensi dell’art. 2476, comma 8, c.c.

La regola generale che pone a carico degli Amministratori ogni responsabilità derivante dalla gestione della società e limita al solo patrimonio di quest’ultima il perimetro di tali responsabilità, incontra un’eccezione nell’art. 2476, comma 8, il quale prevede che “sono altresì solidalmente responsabili con gli amministratori, ai sensi dei precedenti commi, i soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi”.

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Il regime di responsabilità nella cessione di azienda

Il regime di responsabilità nella cessione di azienda

L’azienda è il complesso dei beni e rapporti giuridici organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa in relazione all’esercizio dell’attività d’impresa (art. 2555 c.c.).
In caso di cessione del compendio produttivo l’art. 2558 c.c. prevede la regola generale per cui “se non è pattuito diversamente, l’acquirente dell’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale”, mentre il successivo art. 2560 c.c. stabilisce che “l’alienante non è liberato dai debiti inerenti all’esercizio dell’’azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito”.

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Locazione commerciale: l’indennità di avviamento ex art. 34 L 392/1978, aspetti sostanziali e processuali di rilievo

Locazione commerciale: l’indennità di avviamento ex art. 34 L 392/1978, aspetti sostanziali e processuali di rilievo

L’art. 34 della L. 27 luglio 1978, n. 392 prevede che nelle locazioni di immobili urbani ad uso diverso da quello abitativo, cd. locazioni commerciali, il conduttore abbia diritto a percepire un’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale in caso di cessazione del rapporto che non sia dovuta a risoluzione per inadempimento o disdetta o recesso del conduttore o a una delle procedure previste dal regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. Detta indennità è pari a 18 mensilità dell’ultimo canone corrisposto; per le attività alberghiere è pari a 21 mensilità.

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Escussione della fideiussione negli appalti pubblici: aspetti giuridici sostanziali e processuali di rilievo

Escussione della fideiussione negli appalti pubblici: aspetti giuridici sostanziali e processuali di rilievo

La garanzia fideiussoria prestata dall’appaltatore per l’adempimento delle obbligazioni del contratto di appalto pubblico e per il risarcimento dei danni derivanti dall’eventuale inadempimento delle obbligazioni stesse (art. 117, D.lgs 36/2023; art. 103 D.lgs 50/2016; art. 113 D.lgs 163/2006) va inquadrata, per consolidata giurisprudenza, nell’ambito del contratto autonomo di garanzia, cd. “garantievertrag”, essendo caratterizzata dalla presenza di clausole che prevedono il pagamento “a semplice richiesta scritta della stazione appaltante”, la “rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale” e l’ulteriore rinuncia alla “eccezione di cui all’articolo 1957, comma 2, del codice civile”.

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Il diritto al compenso dell’Amministratore di società di capitali: presunzione di onerosità e rinuncia

Il diritto al compenso dell’Amministratore di società di capitali: presunzione di onerosità e rinuncia

Con l’accettazione dell’incarico l’Amministratore di una società di capitali acquisisce, di regola, il diritto ad essere compensato per l’attività svolta in esecuzione del ruolo affidatogli.
Il principio di onerosità dell’incarico nelle S.p.a. è espressamente previsto dagli artt. 2389 c.c. e 2364, n. 3), mentre per quanto concerne le s.r.l., in assenza di espresse disposizioni del medesimo tenore, il diritto al compenso viene ricavato dall’applicazione analogico-estensiva degli artt. 1709 e 2389 c.c..

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